Umore: 6+ (mi sto lubrificando il cervello)
Pensiero Fisso: My man (the one and only)
Fonti di ispirazione: Some ideas (maybe lots of ideas)
Sto ascoltando: The Fray - How To Save A Life
C'è poco da fare. Non riesco a sopportare le logiche di gruppo. Tendo ad assumere nella mia testa solo il mio pensiero, e spesso faccio fatica a prendere delle decisioni rendendo partecipe qualcun altro. In adolescenza, questo mi ha condannato alla solitudine; adesso, mi da ancora problemi a relazionarmi con le persone. Ma ho fatto grossi progressi. Tanti. Infatti non è del tutto vero dire che non tengo in considerazione il pensiero degli altri, anzi, penso che vivrei la mia vita in modo totalmente diverso, se imparassi a dare meno importanza a quello che gli altri pensano di me.
Di indole non riesco nemmeno a sopportare chi crede che io abbia manie da blogstar, e che scriva qui per essere idolatrato. Anche perchè non ho mai fatto in vita mia la lotta a chi ha più accessi e più commenti; quelli quasi mi irritano. Rimanendo al blog, non capisco come questo possa anche essere oggetto di discussione con altri individui: non ne vedo i parametri. Mi va di scrivere qualcosa, lo scrivo. Punto. E soprattutto, quando scrivo qualcosa, non è necessario che debba sentirla per forza mia. Sono solo momenti. A volte mi chiedo se aver tenuto nascosto questo blog ad alcuni miei ex sia stato una qualche forma di tradimento. Forse si. In una piccola dose. Ma tornassi indietro, lo rifarei al volo. E nonostante il novanta percento dei lettori siano perfetti sconosciuti (dunque commentano in modo completamente esterno), altri mi puntano il dito contro, e non mi va.
A volte questo spazio, funziona per me meglio della psicanalisi. Me lo dice pure la mia psicoterapeuta. In più, è gratis; anche se ultimamente non riesce più a soddisfarmi come prima. Il motivo principale è che, parlare per enigmi mi diverte (tanto), ma dopo un po’ mi rompo i coglioni anche io. Ovviamente, lo si fa perché essere più chiari sarebbe troppo doloroso, e soprattutto, troppo poco rispettoso nei confronti dei diretti interessati.
Socraticamente, so di non sapere molte cose. Infatti la mia autostima sta semplicemente nel fatto di essere cosciente di questo, e di ritorcerlo a mio favore; per avere l'entusiasmo di imparare sempre qualcosa di nuovo e buttarmi nelle nuove esperienze. Ci sono persone che ogni fottutissimo giorno tendono a puntarmi il dito contro, e farmi notare quanto io non combini nulla. Affermazioni gratuite, che tendo a credere siano oggetto di una retrocoscienza di insoddisfazione personale, sfogata insultando gli altri. In questo caso potremmo tranquillamente parlare di sadismo, anzi, di pornografia emotiva. Non ne posso più.
Arriverà quel giorno in cui, smetterò di essere debole, ed inizierò ad essere un po' più saggio. Quel giorno in cui riuscirò senza rabbia e rancore, a far capire alla gente che non è giusto non essere me stesso, solo per placare le ansie altrui. Potrebbero prenderlo per un atteggiamento egoista. Per me invece, è solo amare di più.
A volte certe risposte richiederebbero riflessioni, ragionamenti, elucubrazioni, congetture. Invece bisogna darle subito. È per questo che, a volte, vorrei poter fermare il tempo. Ci sono storie che durano anni e in questi anni ci s'innamora e disinnamora. Alcuni smettono di amarsi ma rimangono comunque insieme. Altri, decidono di lasciarsi, e tornare "giovani" e all'avventura. Molti non riescono a lasciare semplicemente perchè non sanno dove andare, o perchè non riescono a sopportare l'idea di essere i responsabili del dolore dell'altro. Un dolore intenso. Il peggio, comunque, rimane adattarsi credendo di amare.
E che cos'è dunque l'amore? Beh, per me non ha nulla a che fare con quella sensazione platonica che hanno i protagonisti di un film che dura al massimo due ore. Significa sforzarmi più che posso ad essere aperto mentalmente, per voler capire l'altro e le sue esigenze. Amore per me è sinonimo di impegno. Significa volerlo; voler essere superiore ai miei pregiudizi, smussare gli angoli, ed essere pronto a scoprire una realtà diversa dalla mia. Una realtà che mi fa assumere attitudini di adattamento, analisi, osservazione e, perché no, a volte anche di disgusto (alzi la mano chi non ha difetti). Le sensazioni che accomunano i miei approcci con tutti questi cosmi però, sono sempre le stesse: quella dell’orgoglio, e della perenne rincorsa alla conoscenza.
Sono passivamente e colpevolmente responsabile del fatto che, io per primo, non mi impegno abbastanza con la persona con cui ho deciso di impegnarmi. E non significa che sia esattamente come la volevo io. Ma è attualmente l'unica con la quale credo di poter crescere insieme. Per quanto riguarda me invece, non sono una gran cosa, ma sono tutto quello che posso essere. Speriamo di bastare.
(Sipario)
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